Vi sono testimonianze antichissime di osservazioni di macchie sul Sole, in documenti di civiltà dell’estremo oriente, pare che la prima osservazione è attribuita a Teofrasto
(371-288 a.C. ) greco, filosofo e botanico, discepolo di Aristotele (384-322 a.C.).
Pericolosissimo guardare il Sole, sicuramente Teofrasto osservò ad occhio nudo all’alba od al tramonto del Sole quando lo stesso di color giallo-arancio basso sull’orizzonte è  innocuo in quanto filtrato dallo spessore dell’atmosfera, oppure quando il Sole è sufficientemente filtrato dalla nebbia, che ne rende possibile l’osservazione.
Nel 1610 Galileo Galilei (156-1642) costruì il cannocchiale, e già nel 1611, Galileo stesso, Johann Fabricius  (1587-1616 ) e Cristoph Scheiner (1575-1650) , comunicarono indipendentemente la scoperta delle macchie solari. Dati i tempi  e le convinzioni dell’epoca sull’incorruttibilità dei corpi celesti, Galileo aspettò a comunicarlo sino al 1612.
La presenza ed il numero delle macchie solari  determina , per convenzione un ciclo, tale ciclo inizia col minimo di macchie e termina all’inizio della fase di minimo successivo.
La durata di un ciclo è  mediamente di circa  11 anni. Un fenomeno molto  vistoso riguarda la distribuzione delle macchie sul disco solare con il passare del tempo.
All’inizio di un ciclo le macchie o i gruppi di macchie compaiono a latitudini comprese tra i 30° ed i 40° , sia nell’emisfero boreale che in quello australe  poi, con il passare del tempo la formazione   delle macchie ha luogo a latitudini sempre più basse, verso l’equatore della nostra stella Sole.
Tutto quanto detto sopra   è espresso in modo esaudiente dal diagramma a “farfalla” di Maunder , ideato, nel 1904, dall’astronomo britannico Edward Maunder (1851-1928), si proprio quello del minimo di Maunder, mancanza di macchie solari tra il 1645 ed il 1715 , in tale diagramma i gruppi di macchie vengono rappresentati in funzione del tempo e della latitudine.
In allegato   i grafici di circa 130 anni di macchie, dal 1880 al 2010, in basso circa 12 cicli solari in funzione del numero e del tempo, ed in alto ben 12 farfalle di Maunder, corrispondenti una a ciascun ciclo solare, con le macchie in funzione della posizione in latitudine e del tempo.
E’ interessante osservare la corrispondenza dei minimi tra le farfalle ed i minimi nel diagramma in basso dei numeri di macchie in funzione del calendario.
URANIO

CONTATTI

We're not around right now.

Sending

©2019 Osservatorio Galilei Tutti i diritti riservati. Relizzazione Web

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account

Vai alla barra degli strumenti

Navigando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Clicca il link seguente per consultare la documentazione su cookie e GDPR maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo e la relativa informativa GDPR.

Chiudi