Galileo Galilei (1564-1642) si reca nella sua vita , per ben sei volte a Roma, e siamo a cavallo del 1600, ed i viaggi non erano certamente molto agevoli, anzi erano alquanto lunghi e pericolosi.
Nel 1587 a 23 anni, entra in contatto con i maggiori matematici del tempo, quali il gesuita tedesco Cristoforo Clavio (1537-1612) del Collegio Romano ed il pesarese Guidobaldo del Monte (1545-1607), cerca di ottenere un incarico di matematico a Bologna, Padova  o Firenze , perciò si reca a Roma per la prima volta.
Otterrà la cattedra di Pisa, nel 1589, con l’aiuto dell’amico Guidobaldo del Monte.
Il 23 marzo 1611 parte da Firenze ed arriva a Roma, per la seconda volta, il martedì santo, è il 29 marzo, ed è ospitato dall’ambasciatore di Toscana.
E’ ricevuto dal cardinale Maffeo Barberini (1568-1644), futuro Papa  Urbano VIII, dal Papa Paolo V, dal principe Federico Cesi (1585-1630) fondatore, nel 1603, dell’Accademia dei Lincei, alla quale aderisce Galileo , oggi vi aderiscono molte personalità. Mostra a questi con il cannocchiale le novità celesti, fra le quali anche le macchie solari. Il 14 aprile, dal Gianicolo oltre a  mostrare i satelliti di Giove e le altre meraviglie celesti, mostra sempre con il cannocchiale ai presenti, la loggia della benedizione della Basilica di San Giovanni in Laterano con le diciture della inscrizione di Sisto V , distante circa cinque chilometri. il 4 giugno 1611 torna a Firenze.
Questo fu il viaggio a Roma con l’esito più felice.
Tra la fine di novembre ed il principio del dicembre 1615 parte per Roma, è la terza volta, e spera di impedire la condanna della dottrina copernicana. Il viaggio era stato sconsigliato dall’ambasciatore di Toscana. Tuttavia Galileo durante la visita a diverse personalità e nelle riunioni sostiene la teoria copernicana.
Per la quarta volta Galileo parte per Roma il 10 aprile 1624 , e vi  giunge il 23 aprile, accolto festosamente, vi si trattiene sino ai primi di giugno.
E’ ricevuto per ben sei volte dal Papa Urbano VIII, il già citato Maffeo Barberini, ma non riesce a far revocare la condanna della dottrina copernicana.
Il 3 maggio 1630 giunge a Roma , per la quinta volta, per ottenere l’imprimatur al suo Dialogo dei Massimi Sistemi. Ma non ottiene nulla e su consiglio di amici decide che la stampa sarà fatta a Firenze. Per tale destinazione parte il 26 giugno.
Infine per la sesta ed ultima volta, il 20 gennaio 1633, si mette in viaggio per Roma ove giunge il 13 febbraio, viaggio ritardato da un quarantena imposta  dalla peste.
E’ il viaggio di Galileo più triste, tra incomprensioni, tentativi di confessare i suoi errori e molto altro che fa parte della storia finale di Galileo.
Il 22 giugno 1633 pronuncia l’abiura, il 30 giugno il Papa concede a Galileo di trasferirsi a Siena. Infine l’ 1 dicembre il Papa concede a  Galileo di trasferirsi nella sua villa di Arcetri, dove rimarrà confinato sino alla morte.
URANIO
0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

CONTATTI

We're not around right now.

Sending

©2018 Osservatorio Galilei Tutti i diritti riservati. Relizzazione Web

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account

Vai alla barra degli strumenti

Navigando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Clicca il link seguente per consultare la documentazione su cookie e GDPR maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo e la relativa informativa GDPR.

Chiudi