Si è voluto ricordare un importante personaggio dell’Astronomia del XVII secolo quasi sconosciuto, ai non appassionati di storia della scienza.
Giovanni Battista Hodierna nacque il 13 aprile 1597 in Sicilia a Ragusa.
Da giovane ha osservato le tre comete del 1618 dal campanile della chiesa di San Nicola a Ragusa, tali comete ,sembrerebbe che Galileo Galilei (1564-1642) non poté vedere in quanto a letto con l’artrite, furono visibili una in agosto e le altre due in novembre, di queste una fu addirittura vista di giorno.
Hodierna le osserva con un telescopio tipo galileiano con un ingrandimento di venti volte.
Fu prete cattolico ,ordinato a Siracusa nel 1622, fu seguace entusiasta di Galileo, nel 1628 scrisse una valutazione sul Sidereus Nuncius , che generò un grande interesse per le Stelle della Via Lattea e per le “nebulose” come il Praesepe (M44).
Nella catalogazione e descrizione di Ammassi, Galassie e Nebulose precede nei tempi addirittura Charles Messier (1730-1817).
Naturalmente, oltre ai suoi doveri di sacerdote praticò oltre all’astronomia anche la fisica, la botanica ed altre scienze.
Ha studiato la luce che passa attraverso un prisma, precedendo addirittura Isacco Newton (1642-1727), come indica nella pubblicazione del 1652 ” Thaumantiae miraculum “, formulò anche una vaga spiegazione dell’arcobaleno.
Hodierna fu discretamente noto ai suoi tempi ma presto immeritatamente dimenticato, tuttavia gli fu attribuito il nome di “Galilei siciliano”.
Molti altri sono i suoi meriti. Nel 1646 e 1653 osserva Saturno e ne intravede il suo anello ed ebbe corrispondenza con Cristiano Huyghens (1629-1695) al quale la comunità astronomica attribuisce la scoperta della vera natura degli anelli di Saturno risalente al 1655 (!). Soffrì dell’isolamento geografico del piccolo paese di Palma di
Montechiaro nell’agrigentino, dove si trasferì nel 1637.
Nel 1656 pubblica il “Medicaeorum Effemeridi” prime effemeridi pubblicate dei satelliti galileiani , sulla base di una buona teoria sul moto dei satelliti di Giove.
E’ del 1654 la sua ,forse più importante opera, “De systemate orbis cometici” saggio sul mondo delle comete e sugli oggetti mirabili del Cielo.
Come appassionato anche di stelle variabili non posso dimenticare che Hodierna ha riscoperto la Nova del 1600 nel collo del Cigno. Questa stella , ora nota come Nova Permanente, P CYG , è esplosa nel 1600 e raggiunse la terza magnitudine e dal 1626 sino al 1654 diventò di sesta magnitudine e il Nostro la riscopre nella nuova riesplosione del 1655 , che ritornò di terza magnitudine sino al 1659.
Ora oscilla tra la 4.8 e la 5.0 ed era cara al compianto Professor Leonida Rosino (1915-1997) dell’Osservatorio di Padova, che non rinunciava mai a dare una occhiata alla magnitudine della P CYG.
Giovanni Battista Hodierna ce ne da un saggio nella sua pubblicazione del 1659 dal titolo “Il Nunzio Pio della Stella Nuova”.
Sono proprio felice di aver brevemente ricordato questo illustre Astronomo nato e vissuto nella nostra bella Sicilia , praticamente, nel XVII secolo.

URANIO

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