Mantova - Piazza delle Erbe, Orologio Astronomico

Orologio Astronomico di MANTOVA 

A Mantova, in Piazza delle Erbe, fu eretta, nel 1473, la “Torre dell’Orologio” del Palazzo della Ragione. Nello stesso anno Bartolomeo Manfredi, matematico e astronomo, figlio di Giovanni dell’Orologio, che apprese l’arte nella bottega del padre (abitante dietro la chiesa di S. Pietro, in contrada dell’Aquila), finì lo splendido orologio astronomico che la abbellisce (Figura n. 1).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 1: Mantova, Piazza delle Erbe, Torre dell’Orologio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 26 novembre 1462 il Manfredi scrisse una lettera, indirizzata al marchese Ludovico Gonzaga, nella quale affermava di essere costruttore di «orologetti», cioè piccoli orologi da portare sulla persona. Da un’altra lettera scritta nel febbraio 1464 dal vicario di Goito, risulta che il Manfredi ebbe l’incarico di costruire un orologio per quella comunità. L’artista, aiutato dal figlio Giangiacomo, eseguì l’incarico per trenta ducati. Poiché la lettera del vicario afferma che l’orologio deve essere simile a quello fatto da Bartolomeo per il comune di Volta, si viene così a sapere che anche quest’ultimo orologio è opera sua. Negli anni successivi oltre a Goito e Volta costruì gli orologi di Quistello (1466), di Bozzolo (1467), di Canneto (1468). Terminato l’orologio della Torre di Mantova, lo descrive al marchese Ludovico Gonzaga con lettera datata 30 giugno 1473. Scrive tra l’altro: “Ho finalmente terminato il quadrante dell’orologio che indica le ore ordinarie, le ore degli astrologi e quelle dei pianeti; l’allungamento e accorciamento dei giorni; il percorso del sole attraverso i segni dello zodiaco. Indica inoltre, giorno dopo giorno, ora dopo ora, il movimento della Luna, le sue fasi come si vedono in cielo, la sua età e si trova sopra o sotto la Terra; indica anche in quale segno sorge ad Oriente e in quale segno tramonta ad Occidente e come è a mezzogiorno ed a mezzanotte, con le sue congiunzioni, opposizioni e quadrature, con i giorni critici che è utile conoscere. Si possono vedere i giorni propizi per i salassi, per somministrare i medicinali, per fare le operazioni chirurgiche, per tagliare gli abiti e per indossarli; per i lavori dei campi e per i viaggi” (Figure n. 2 e n. 3).

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 2: Torre dell’orologio a Mantova, il quadrante astronomico nel 2011.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 3: Torre dell’orologio a Mantova, il quadrante astronomico nel 2011.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1547 P. Adamo [de’ Micheli] pubblicò una descrizione di questo orologio con una riproduzione del quadrante (Figura n. 4)

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Figura n. 4: Riproduzione del quadrante dell’orologio astronomico di Mantova di P. Adamo (dal volume di Alfred Ungerer: “Les Horloges astronomiques et monumentales les plus remarquables de l’Antiquité jusqu’à nos jours” (Strasburgo, 1931).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1474, l’anno dopo la consegna del lavoro, Bartolomeo fu incaricato della manutenzione dell’orologio con il titolo di “Superiore dell’orologio”, carica compensata con 20 lire mantovane mensili e fu inoltre esentato dal corrispondere qualsiasi imposta. Al Manfredi, che oltre agli orologi costruiva mulini, fu offerta anche la delicata carica di governatore delle biade. Morì nel 1478 lasciando ai suoi figli un vasto podere e il diritto di ereditare il titolo di “Superiore dell’orologio” di Mantova. Nel 1560 Francesco Filipono, incaricato della manutenzione dell’orologio e che aveva il titolo di “Superiore dell’Orologio”, scrisse una dettagliata descrizione dello stesso, composta di 137 pagine in 4° e che si trova presso la biblioteca di Mantova. Nel 1722 questo antico orologio andò completamente in rovina, si conservò il quadrante che ha un diametro di 4,80 m. Nel 1989 Alberto Gorla di Cividale Mantovano, valente fabbro e appassionato orologiaio, grazie alla sua geniale maestria ha ricostruito il meccanismo astronomico di Bartolomeo Manfredi, compiendo una opera pregevole (Figure n. 5, n. 6, n. 7, n. 8). Altri ritocchi sono stati eseguiti nel 1991.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 5: Mantova, Orologio astronomico. parte interna sinistra del quadrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 6: Mantova, Orologio astronomico. parte interna superiore del quadrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 7: Mantova, Orologio astronomico. parte interna destra del quadrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 8: Mantova, Orologio astronomico. parte interna inferiore del quadrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

Come appare nelle figure n. 2, n. 3, n. 5, n. 6, n. 7, n. 8 il cerchio esterno del quadrante è suddiviso in 24 ore e la cifra XXIIII è situata a destra rispetto al centro. Tra questo cerchio e quello dello zodiaco vi sono le ore del giorno e della notte, mentre all’interno dello zodiaco si riconosce l’età della Luna con le sue fasi, e al centro sembra sia dipinta Diana (altri asseriscono Latona), come reggente della Luna. La lancetta munita di stella indica, sul cerchio esterno, l’ora civile. La lancetta con il sole indica la costellazione dove si proietta il Sole. La lancetta-falce tenuta in mano da Diana-Latona indica l’età della Luna, mentre l’ultima lancetta, sinuosa, indica la costellazione dove si proietta la Luna. Nel disco centrale, occupato da Diana-Latona vi è un foro, dove appaiono le fasi lunari. In piazza delle Erbe si trova anche un quadrante solare in pessime condizioni (figura n. 9).

 

 

 

 

 

 

 

Figura n. 9: Mantova - Piazza delle Erbe, quadrante solare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia: Alfred Ungerer: “Les Horloges astronomiques et monumentales les plus remarquables de l’Antiquité jusqu’à nos jours” (Strasburgo, 1931).