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Palermo - Cattedrale

La Meridiana della Cattedrale di Palermo.

Le note che seguono sono state, in buona parte, tratte dall’ampio e dettagliato articolo di Giorgia Foderà Serio (al quale rinvio per eventuali approfondimenti) pubblicato sulla rivista Astronomia, anno XII, n. 96, Febbraio 1990, pp. 30-36.

 

 

 

 

Figura n. 1: Palermo, panoramica della Cattedrale

 

 

 

 

 

La cattedrale palermitana (figura n. 1) fu eretta nel 1185 dall’arcivescovo Gualtiero Offamilio sull’area della prima basilica, trasformata in moschea dai Saraceni. Nel corso dei secoli ha subito vari rimaneggiamenti, l’ultimo compiuto negli anni 1781-1801 su progetto di Ferdinando Fuga ed eseguiti dal palermitano Giuseppe Venanzio Marvuglia. Il pavimento della cattedrale (figure n. 2, n. 3) è solcato dalla meridiana voluta da Giuseppe Piazzi affinché la gente potesse abituarsi alla misurazione del tempo “all’europea” e che realizzò nel 1801 (il 1° gennaio dello stesso anno aveva scoperto l'asteroide Cerere).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Figura n.2: Cattedrale di Palermo, la meridiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine del XVIII secolo, nel Regno delle Due Sicilie, come del resto in quasi tutti gli altri stati italiani, per misurare il tempo si usava l’ora italica che contava le ore dal tramonto del sole del giorno corrente fino al tramonto del sole del giorno successivo. La  durata del giorno, a causa della variazione giornaliera del tramonto del sole, subiva, nel corso dell’anno, variazioni notevoli. Il sistema “all’europea”, utilizzato dalle principali nazioni europee, considerava l’inizio del giorno dalla mezzanotte e la durata del giorno corrispondeva all’intervallo di tempo intercorrente tra due passaggi del sole al meridiano. Anche questo metodo comportava, a causa dell’orbita ellittica della Terra e dell’inclinazione dell’asse terrestre (equazione del tempo), delle variazioni nella durata del giorno. Quale era dunque il vantaggio nell’adottare il sistema “all’europea” rispetto al sistema “italico”? Nel sistema “italico” la durata del giorno tra luoghi diversi varia a causa della differenza sia di longitudine sia di latitudine, mentre nel sistema “all’europea” la durata del giorno è causata solo dalla diversa longitudine. Pertanto l’ora “all’europea” era più facilmente “trasportabile” da un luogo all’altro perché si applicava solo la correzione dovuta alla longitudine.

 

 

 

Figura n. 3: Planimetria della Cattedrale con evidenziata la posizione della meridiana

 

   Il progetto del Piazzi di adottare l’ora “all’europea”, sollevò proteste e perplessità nella popolazione siciliana tanto che egli scrive :” … Da principio siavi un orologio europeo in ogni città, e sia uno de meno considerati, indi un secondo, un terzo. Comincerà il popolo, senza avvedersene, ad adattarsi alle due maniere di contare le ore; gli sarà in appresso indifferente così l’una come l’altra: finalmente sentirà il vantaggio di valersi dell’una a preferenza dell’altra; e così tranquillamente come andò in disuso l’orologio ebraico, il caldaico, il romano, anderà similmente in disuso l’italiano”.

   Ricevuto l’incarico di realizzare la meridiana all’inizio del 1795 il Piazzi ne iniziò i calcoli posizionandone lo gnomone ed il centro. Lamenta che “la cattiva forma e pessima architettura della medesima (Cattedrale!)” non gli hanno “permesso di darle che 47 palmi siciliani, ossia 39 ½ piedi inglesi circa d’altezza (11,8 m)” e che non pensa di “terminarla sì presto, non essendo ancora fatto il pavimento della chiesa”.  

   A causa dell’orientazione della Cattedrale di Palermo (sudovest-nordest), della presenza, nelle immediate vicinanze, di edifici che impediscono, in certi periodi dell’anno, i raggi solari e della disposizione delle colonne che dividono le navate, il Piazzi fu costretto a collocare la meridiana nella zona antistante l’altare maggiore. Posizione infelice ed inadatta allo scopo principale dello strumento: quello di essere collocato in una zona facilmente accessibile al pubblico, senza disturbare le funzioni religiose, e avere la massima estensione per determinare il più esattamente possibile l’istante del mezzogiorno.

   La meridiana misura 21,812m, l’altezza dello gnomone è di 11,776 m, la distanza tra i punti solstiziali è di 18,726 m. Distanze progressive dei segni zodiacali formati in marmo policromo (figure n. 4, n. 5, n. 6, n. 7): Cancro 3,086 m, Gemelli/Leone 3,824 m, Toro/Vergine 5,919 m, Ariete/Bilancia 9,259 m, Pesci/Scorpione 13,640 m, Acquario/Sagittario 18,770 m, Capricorno 21,812 m.

 

 

 

 

 

Figura n. 4: i segni zodiacali del Cancro, Gemelli e Leone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Figura n. 5: i segni zodiacali della Vergine e del Toro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

  

Figura n. 6: i segni zodiacali della Bilancia e dell’Ariete.

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

  

 

Figura n. 7: i segni zodiacali dello Scorpione e dei Pesci.

 

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